Susanna Agnello
Susanna Agnello

Laurea con lode presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia le scotte di Siena in Dietistica. Laurea Specialistica/ Magistrale presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia in Scienze della Nutrizione Umana presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi, Firenze.

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Che cos’è la Gluten Sensitivity?

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Gonfiore addominale, stipsi, cattiva digestione, stanchezza cronica?

Potrebbe trattarsi di Gluten Sensitivity.

La Gluten Sensitivity (o sensibilità al glutine) è una nuova condizione che si sta rivelando sempre più frequente, circa 6 volte più della celiachia. Rappresenta una condizione per la quale quando ingeriamo il glutine, pur non avendo una predisposizione genetica come avviene per la Malattia celiaca, manifestiamo alcuni sintomi di avversione.

Si tratta di sintomi non solo gastrointestinali (tipo gonfiore addominale, meteorismo, stipsi, diarrea), ma in alcuni casi si parla anche di stanchezza cronica, psoriasi, cefalea, anemia ed addirittura depressione.

Molti di noi possono lamentare uno di questi sintomi che, anche se apparentemente banali, incidono fortemente sul nostro benessere quotidiano e sulla qualità della nostra vita.

E perché allora non provare con un test di esclusione?

La Gluten Sensitivity infatti, per essere accertata, non necessita di alcun test invasivo né di esami che richiedono lunghe file dal medico o in ospedale.
Il metodo ad oggi utilizzato per ipotizzare la presenza di questa condizione di sensibilità richiede solo un’attenta esclusione del glutine dalla dieta ed una conseguente valutazione dell’andamento dei sintomi.

È comunque in ogni caso buona norma effettuare una previa esclusione anche della Malattia celiaca.

sensibilità al glutine

E’ quindi necessario affidarsi ad un esperto?

Affidarsi ad un professionista esperto (medico-dietista o biologo nutrizionista) risulta quindi necessario per valutare la presenza di questa condizione: l’esclusione del glutine dalla dieta, pur non essendo questo un nutriente per noi indispensabile, non prescinde comunque da una dieta bilanciata e varia che limiti il rischio di carenza nutrizionali e di variazioni importanti del peso corporeo.

Il glutine infatti è presente in moltissimi alimenti di uso quotidiano come pasta, pane, farro, biscotti, cracker, dolci, e molte preparazioni industriali, e spesso accade che questi gruppi di alimenti vengano eliminati in modo drastico, incorrendo in regimi alimentari sbilanciati e fortemente ipocalorici.

Un nutrizionista competente si preoccuperà non solo di indirizzarci all’esclusione del glutine dalla dieta, ma anche di indicarci come sostituire gli alimenti di tutti i giorni nel modo corretto, mantenendo la nostra dieta varia ed equilibrata. Compito del nutrizionista sarà inoltre quello di valutare l’andamento dei sintomi e del benessere individuale.

Una volta affermata la presenza di sensibilità al glutine, il mantenimento di una dieta senza glutine sarà da valutare in base alla tipologia di sintomi ed a ciascun soggetto.

Sarà in ogni caso importante proseguire con un regime alimentare corretto e assai variato che includa spesso durante la settimana alimenti naturalmente privi di glutine, come il riso, la polenta, la quinoa ed altri pseudo cereali, i legumi, la frutta secca, carni, pesci e uova, frutta e verdura fresche e di stagione.

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