Intolleranza al lattosio? Esegui il test!

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Il latte è un alimento essenziale e di prima necessità per il neonato poiché la sua composizione chimica favorisce l’apporto di tutti i principi nutritivi necessari mediante un solo alimento.

Poi però, intorno ai sei mesi, il latte perde questo suo ruolo predominante nella dieta a favore di altri alimenti, questo perché l’enzima lattasi che svolge la sua attività sul lattosio, inizia a perdere funzionalità.

L’intolleranza al lattosio è una problematica che si presenta con diversi sintomi tra cui crampi addominali, diarrea e meteorismo.

intolleranza al lattosio

A volte i soggetti riferiscono anche sintomi non legati all’apparato gastrointestinale tra cui vertigini e sonnolenza
che magari non sono subito associati all’intolleranza.

Le cause che danno origine a questo disturbo possono essere di tipo congenito, quando si riscontrano già nell’età neonatale.

Inoltre, alcune disfunzioni quali il morbo di Chron o deficit immunologici ne favoriscono l’insorgenza.

L’incidenza varia a seconda della localizzazione geografica; ad esempio in Italia si riscontra una forte prevalenza al Sud rispetto al Nord.

A livello mondiale nei paesi nordici si registrano meno casi, vi è poi l’eccezione dell’Africa e del Giappone dove tutta la popolazione ne risulta intollerante.

Quando l’individuo pensa di soffrire degli stessi sintomi descritti precedentemente, allora per confermare o smentire la presenza di questo disturbo si ricorre ai test.

Il test più valido e riconosciuto è il breath test all’idrogeno.

Come si esegue tale test?

Il soggetto durante il test dapprima ingerisce per via orale una certa dose di lattosio, poi se ci sono reali problemi di intolleranza, il lattosio si trasferisce nel colon e mediante l’attività della flora batterica si forma l’idrogeno che si ritroverà successivamente nell’aria espirata che viene prelevata.

Ovviamente questo metodo anche se viene considerato tra i migliori non è esente da eventuali errori quindi potrebbero verificarsi situazioni in cui l’idrogeno non è presente  nell’aria espirata, ma in realtà nel soggetto esiste una disfunzione.

In linea generale è un test di facile esecuzione e non doloroso per il soggetto.

Anche i metodi genetici possono essere impiegati, ma meno frequentemente rispetto al breath test e si rivelano utili in modo particolare quando si vuole individuare se la causa è primaria o secondaria.

Se l’esito del test ha confermato la presenza di un’intolleranza, dal punto di vista alimentare si procede con l’eliminazione degli alimenti che contengono lattosio e magari dopo qualche tempo si possono reintrodurre per vedere se compaiono nuovamente i sintomi.

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